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DAY AFTER?

Nel lontano 1984 uscì The Day After, un film catastrofista sugli effetti della guerra nucleare. A ripensarci adesso, dal punto cinematografico faceva abbastanza pena, ma dal punto di vista sociale segnava la mia giovinezza, ci ricordava la spada di Damocle della guerra nucleare. Da lì a poco sarebbe caduto l'impero sovietico e le generazioni successive alla mia non seppero più cosa volesse dire vivere in mezzo a migliaia di missili a testata nucleare. Ora all'improvviso ecco mi ci ritrovo in mezzo: non più migliaia di missili, ma forse una decina o due. Tra poco si fronteggeranno a un migliaio di chilometri uno dall'altro. Che fare? Che dire? Francamente non lo so, la mia speranza che come fu per USA e URSS non succeda nulla e se si guarda in giro anche tra India e Pakistan hanno le bombe e nulla succede. Quello di cui ho paura di andare pestare la coda al cane che dorme: attaccare l'Iran conviene? Vale la pena sacrificare 500-1000 israeliani, queste sono le previ...

Un anno

Un anno di Israele non basta. Via! Si parte con il secondo....

Monaco 1972 - Bulgaria 2012

C'è una connessione molto sottile tra quello che è successo oggi in Bulgaria con l'attentato alle Olimpiadi di Monaco del 1972 dove 11 atleti furono trucidati e questa connessione passa per un grosso numero di attentati contro obbiettivi israeliani. Certo c'è la connessione facile, la guerra mai finita tra Israele e palestinesi, ma come ho detto ce ne uno molto sottile, la memoria. O meglio la volontà più o meno esplicita da parte del resto del mondo di non ricordare questi attentati con una forma molto selettiva di memoria. Il caso più grave ed esplicito è la decisione 'politically correct ' di non volere commemorare i morti dell'Olimpiade di Monaco. Certo, non voglio dire che se il comitato olimpico avesse concesso il minuto di silenzio questo attentato non sarebbe successo, ma forse mostrare al mondo che ci si ricorda di quello che è successo a quegli atleti, avrebbe dato il segno che certi crimini rimangono nella storia e la storia non perd...

O sono scemo io o....

O sono scemo io o sono in malafede loro, loro chi? i filo palestinesi intendo.  Premetto che sono per una soluzione del conflitto con il riconoscimento di tutti i diritti civili ed economici ai palestinesi e questo non vuole essere un attacco ai palestinesi.  Al momento c'è un gruppo di persone che sparge informazioni false sul conflitto tra Israele e i Palestinesi. Tra le cose false che affermano è la 'strage di bambini', ora fermo restando che l'uccisione di bambini è tremenda, di che cifre parliamo: circa 1600 minori di 18 anni  (la statistica non separa tra 'bambini' e 'ragazzi')  dal 1987 al 2011*, meno di 50 all'anno. Tremendo? Sì, non ne dovrebbe morire nessuno, ma non sono le miglia di cui parlano i sostenitori filopalestinesi.  Un'altro luogo comune che mi fa veramente arrabbiare (per non dire altro) è la comparazione tra la attuale situazione dei palestinesi con quella degli ebrei durante la shoà. La sho...

Sono di sinistra e sono per Israele

Ecco alcuni motivi perché una persona di sinistra dovrebbe preferire Israele ad altre nazioni a lui vicine. 1 è una democrazia 2 non c'è mai stata una dittatura 3 in parlamento ci sono rappresentati tutte le parti politiche ed etniche 4 tutti quelli che se lo meritano posso entrare in università 5 non c'è la pena di morte 6 c'è la libertà di stampa 7 c'è la libertà di manifestazione 8 se un militare o poliziotto fa qualche azione illegale in servizio va sottoprocesso 9 gli omosessuali non sono discriminati 10 si può professare qualsiasi religione 11 tutti hanno diritto alle cure sanitarie 12 i beni comuni non sono privati 13 se trasgredisci ad un precetto religioso non vieni arrestato Tutto questo c'è in Israele e non c'è nei paesi vicini. Certo Israele non è perfetto ma non è peggio di altri stati, anche europei.

Ricominciamo

Da un po' tutto era tranquillo troppo tranquillo. La primavera sbocciava, i primi bagni, un vita normale. Sì è vero da lontano si sentivano strani rumori: la Siria, l'Egitto, la crisi economica in Europa, gli immigrati Africani, un po' di terre occupate illegalmente dai coloni da restituire.... In fondo, egoisticamente parlando, non cambiava molto la nostra giornata. In effetti, mi arrabbiavo per l'immobilismo del mondo sulla Siria, la paura di una nuova teocrazia radicale nel mediterraneo (Egitto), la grettezza di qualche politico nel considerare gli immigrati, ma, dopo che hai sentito Borghezzio, a certe cose ci fai l'abitudine (arrabbiandoti sempre un po', in realtà). Ma ecco, ecco che arriva la provocazione da Gaza e con questa il solito balletto di ritorsioni e controritorsioni. Sì inizia settimana scorsa con un paio di missili dal quella terra di nessuno che è il Sinai (e chi sa perchè nessuno ne parla mai sui giornali?), un paio di attacchi ad operai che ...

Sapessi come è facile protestare contro Israele

Oggi sono attesi dall'aereoporto di Tel Aviv un migliaio di contestatori  al regime democratico di Israele. Questi hanno intenzione di arrivare a Betlemme per non so quale iniziativa di pace. La mia opinione personale è che dovrebbero poter entrare in Israele andare a Betlemme e poi vedere anche cosa è veramente Israele. A parte questa opinione, che è strettamente personale, mi piacerebbe far notare come sia relativamente facile protestare contro Israele, cosa si rischia? Un paio di giorni di detenzione, qualche strattone, sequestro del materiale audiovisivo e l'espulsione de Israele. Niente al confronto a quello che ti potrebbe succedere in quegli stati della regione dove i diritti civili sono giornalmente calpestati. Provate a protestare pacificamente in qualsiasi paese mediorientale o nord africano, se vi va bene rimarrete marchiati a vita, struprati, picchiati e così via. Atrocità avvengono nella regione, ma le proteste sono indirizzate verso l'unico paese dove questa ...