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ANCH'IO HO TIRATO PIETRE

Avevo circa 5 anni e mezzo e la mia famiglia era in procinto di cambiare casa. Un giorno andammo a vedere i lavori di ristrutturazione della nuova casa ed io vidi un mucchietto di calcinacci sul balcone, i miei genitori stavano parlando con gli operai. Non so come iniziai a tirare un calcinaccio dal balcone, eravamo al secondo piano, ed  ecco, quando toccava terra faceva una nuvoletta bianca. Uno, due, tre e non mi ricordo quanti ancora. All'improvviso qualcuno urla dalla strada. Poco dopo sento bussare ed un signore inizia a urlare che un bambino tirava sassi dal balcone. Quel bambino era un bambino di 5 anni che si divertiva a tirare sassi senza sapere che fosse pericoloso, per me era solo una nuvoletta bianca. Ne segui una reprimenda da parte del signore che era salito in casa, seguita da una di mio padre. Dopo quasi 40 anni me ne ricordo ancora. Oggi è uscito un video di alcuni militari che prendono un bambino di circa 5 anni, colpevole di aver loro tirato uno o più sassi. Nel...

L'autobus di Henry Potter

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Avete presente l'autobus all'inizio del quarto film di Henry Potter, quello che a una velocità folle gira per le strade di Londra, passando per ogni pertugio? All'improvviso si ferma per far passare una vecchietta e poi riparte velocissimo. Sicuramente l'autrice si è inspirata allo stile di guida israeliano. Quando sono al volante, gli israeliani non conoscono regole, anzi, ne usano una sola: dove c'è spazio per passare si passa. Nelle autostrade questa regola fa si che il sorpasso a destra sia normale. Per fortuna tutti sanno che una macchia ti può sbucare da ogni parte e quindi gli incidenti sono limitati. Nei parcheggi, invece, è il posto dove l'israeliano da il meglio di se, perché, per definizione, lui è di fretta e deve passare: quindi se c'è una piccola possibilità di passare, lui passa. Molto spesso, però, non c'è lo spazio e  la scontro è assicurato. Ma in questo far (w)est c'è una luce, proprio come l'autobus del film, tutti si fer...

il viaggio di chiusura

Dopo una intensa settimana tra Milano e Torino sono pronto a partire. E' stata una settimana in cui ho incontrato tanti amici vecchi e nuovi , persone simpatiche ed  interessanti, persone che mi hanno fatto capire che  certi legami rimangono anche a distanza di anni e decenni (e sì, si invecchia). In questi giorni ho parlato di molte cose, del passato, di politica italiana ed israeliana, di religione e di guerra. Tutti discorsi che mi hanno dato qualcosa, certo non su tutto sono stato d'accordo, ma mai in contrapposizione. Dopo mesi di dure discussioni su FB, mi sono reso conto che parlare faccia a faccia ha ancora un valore. In questo viaggio, poi, ho chiuso ufficialmente con il mio lavoro all'università. Stranamente questo passo è stato facile, dopo 13 anni non ho grossi rimpianti, certo alcuni colleghi mi mancheranno, ma quel lavoro no e sicuramente non mi mancherà l'università italiana, un istituzione in declino. Ora ritorno nel mi angolino di m...

Perché la shoà è un'altra cosa.

Oggi è giorno della memoria della shoà e ci saranno tanti benpensanti che diranno che bisogna ricordare altri genoci. Giusto, ma ricordiamo quanto fu unica la shoà, non fu uno sterminio per ragioni territoriali o economiche, ne per differenze ideologiche o religiose. La shoà fu odio irrazionale contro un etnia, quella ebraica, che portò in poco più di cinque anni la morte di sei milioni di persone (una media di tremila persone al giorno). Persone che non furono salvate dal cambio di religione o dal fatto di essere 'solo' un quarto ebree. No! La shoà non è pari alla distruzione degli indiani o delle guerre di religione del cinquecento, dell'assedio a Gaza. La shoà si può forse paragonare al massacro dei mussulmani della Bosnia, agli armeni in Turchia, a tutti quei massacri dove l'uomo viene disumanizzato. Quando pensiamo che chi è vicino a noi ma non la pensa come noi o si comporta come noi non è umano come noi, lì mettiamo i semi per una nuova shoà.

PARLARE A CHI NON ASCOLTA

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dalla pagina FB di Radio Popolare : da notare che i redattori sono stati molto meglio di certi ascoltatori ho appena sentito le notizie da Gaza e avete riportato una cosa falsa! la cooperante da gaza ha detto che non c'è stata provocazione per provocare gli attacchi di Israel, ma voi come li chiamati 120 missili sul territorio israeliano caduti in 2 giorni? lancio di caramelle? chiedo per correttezza una rettifica di una notizia falsa! se non avrò risposta toglierò l'abbonamento, a voi non cambierà niente ma non posso più appoggiare queste menzogne! da Ashdod (Israele), 45 secondi di razzo da Gaza Mi piace  ·  Silvia   come la storia insegna, israele risolve tutto con i SOLDI. 13 novembre alle ore 22.47  ·  Mi piace Davide Levy   Cara sig.ra schià, Cosa vuole dire? Che gli ebrei sono tutti ricchi ed avari? Che gli ebrei controllano l'economia mondiale? Che gli ebrei hanno il naso adunco? Che forse Hitler a...