giovedì 1 gennaio 2015

Ciapa il Giudeo! (catch the jew!) di Tuvia Tenenbom

 Tobi il tedesco, un giornalista biondo che scrive per un giornale di di sinistra tedesco, va a parlare con i personaggi più importanti dell'autorità palestinese e delle ONG operanti tra Israele e territori e viene a sapere che Hitler ha fatto un lavoro incompleto, che i palestinesi ci sono da centinaia di migliaia di anni (cifra poi rettificata a  quattordici mila anni!?) e che gli ebrei non esistevano, che Gesu' era palestinese ed e' stato ucciso dagli ebrei, ma non si era detto che non esistevano? mah! (N.d.R). Tutto questo ed altro ancora si trova in  "Catch the Jews!" di Tuvia Tenenbom (alias Tobi il tedesco).  Questo libro che e' il best seller dell'anno in Israele nell'edizione in ebraico, adesso è appena uscita la versione in inglese (per ora solo in Israele), ma da febbraio sara' disponibile anche su Amazon.
Tuvia, uno scrittore israelo-americano ex Haredi e creatore del teatro ebraico di New York e reduce dal successo di "Ho dormito nella stanza di Hitler" (edito in italiano da  Bollati Boringhieri ) fa un viaggio di sei mesi nella terra tra il Giordano e il mare, con qualche scappatella in Giordania e ci mostra Israele e l'autorità palestinese come non l'avevamo mai vista. Grazie alla sua capacita' di parlare correntemente tedesco e arabo incontra alcuni protagonisti di israeliani e palestinesi e operatori e dirigenti delle ONG non fermandosi alle solite domande confezionate, ma scava in profondità per trovare tutte le contraddizioni di questa terra.
Alcune interviste sono particolarmente interessanti. Una su tutte è l'intervista a Gideon Levi che ammette candidamente di appoggiare i Palestinesi,  senza però conoscere l'arabo e utilizzare le fonti palestinesi per riportare le efferatezza Israeliane. Ma alcuni incontri fortuiti danno a pieno l'immagine di quanto arrivi in Europa dei rapporti tra israeliani e palestinesi. Tra questi incontri, c'è anche l'ex-ebreo che fa da guida ad un gruppo di pacifisti italiani a Yad Vashem )il museo della scioah a  Gerusalemme), durante la visita si assiste ad un miracoloso transfert, le immagini dei carnefici e delle vittime mostrano tedeschi e ebrei, ma la guida parla di israeliani e palestinesi. C'è poi la scena tragicomica dei pacifisti europei che dichiarano di essere contro Israele e non contro gli ebrei e partecipano ad una protesta palestinese contro la barriera di separazione, non rendendosi conto che dagli altoparlanti si grida  'morte agli ebrei'.
Tutti i racconti di Tuvia sul suo viaggio in Israele e nei Territori Palestinesi non è mai banale e non risparmia critiche neanche agli israeliani, che dopo trent'anni di assenza dal paese, l'autore trova profondamente cambiati, non sempre in meglio.
Alla fine, poi, come ciliegina sulla torta si scopre che i più grandi finanziatori e ideatori della propaganda palestinese sono gli stessi che nei secoli hanno sul loro conto il maggior numero di vittime ebree. Sorprendentemente questi non sono arabi!
Alla fine questo libro ti lascia con un misto di rabbia e di amarezza, perchè si capisce che senza  ingerenze esterne, tutto il conflitto si protrerrebbe risolvere molto più facilmente.
In definitiva un libro che bisogna leggere anche se in alcune parti sarebbe stato interessante un ulteriore approfondimento dei temi affrontati.
Sperando che presto sia disponibile in Italiano, chi vuole cimentarsi con l'inglese (non troppo complicato) lo può ordinare in anteprima presso la casa editrice Gefen Publishing.